Negli ultimi due anni nella provincia Bergamasca l’occupazione sembra essere costantemente in crescita, con un trend molto importante nel settore turismo, commercio e servizi. Tuttavia da una nostro analisi delle pratiche registrate si evince che alcuni fenomeni come demansionamenti e dimissioni non volontarie rimangono alti.
Ci siamo confrontati e abbiamo riunito i nostri delegati sindacali delle realtà più rappresentative al fine di poter comprendere meglio le situazioni di criticità, e sono emerse diverse riflessioni che meritano attenzione e uno studio più approfondito.
Dopo i faticosi rinnovi di diversi contratti nazionali dei settori in oggetto, che purtroppo non riescono a compensare appieno la perdita di potere di acquisto subito negli ultimi anni, è comunque importante puntare sulla contrattazione di secondo livello e territoriale al fine di per poter intervenire efficacemente nelle diverse situazioni territoriali.
Abbiamo intervistato a campione, considerando la situazione socio economica generale, i lavoratori e le lavoratrici dei nostri settori e le loro figlie e figli, su come lo vorrebbero il mondo del lavoro, su come ha inciso in famiglia il modello familiare dei genitori che lavorano domeniche e festività comprese, e quali ricadute vi siano sui rapporti tra generazioni in un mondo in cui siamo tutti sempre interconnessi.
L’intento è quello di mettere a confronto genitori e figli (a campione) con i primi che risultano lavoratori in diversi contratti che noi trattiamo come sindacato, per poter capire le criticità del lavoro cercando di intervenire nella contrattazione di secondo livello e al livello territoriale.
Si tratta di un evento in cui si agevolerà un confronto intergenerazionale partendo dal divario che il lavoro crea (o amplifica) all’interno dei nuclei familiari, in questa società iperconnessa in cui la sfera lavorativa non è più limitata al periodo lavorativo ma fagocita anche le sere, le domeniche e i periodi di vacanza, al fine di produrre al termine della giornata un documento che ci aiuti ad indirizzare diverse tipologie di azione sul territorio.
Al questionario partecipano 50 persone, ovvero i lavoratori dei nostri settori di riferimento e i loro figli tra i 13 e i 23 anni.